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02.02.2010
Sul Corriere della Sera la lettera aperta di Massimo Gallione al Presidente del Consiglio
Roma, 20 gennaio 2010. "Occorre un nuovo concetto di riforma urbanistica che non continui a governare "il brutto", ma che inizi, invece, a programmare un consistente sviluppo della qualità architettonica anche attraverso il contenimento dei consumi energetici, il superamento dell'emergenza sismica e geologica, per ridare un senso civile e dignitoso alle periferie delle nostre città. Una grandissima parte dei 90 milioni di nuovi vani costruiti nel dopoguerra, sui 120 esistenti nel Paese, hanno drammaticamente bisogno di tutto questo". E' questo uno dei passi più significativi della Lettera Aperta che il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Massimo Gallione, ha inviato - a nome degli oltre 145mila architetti italiani - al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Non è purtroppo sufficiente - scrive ancora Gallione - essere solerti e ben organizzati nelle emergenze, come accaduto in Abruzzo, ma è indispensabile predisporre piani, anche a lunga scadenza, affinché si riducano al massimo i danni causati da queste calamità. Occorrono programmi architettonici ed urbanistici che garantiscano il diritto primario dei cittadini alla "sicurezza dell'abitare". (Continua su Consiglio Nazionale degli Architetti)
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